Istituto Comprensivo - Domenico Savio

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Competenze e funzioni del Consiglio di Istituto

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Dal Regolamento dell'Istituto riprendiamo il Titolo III - Disposizioni riguardanti il Consiglio d'Istituto.

Art. 8 (Composizione, elezioni e durata)
1. Il consiglio d'istituto è unico, essendo la popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da:
-   il capo d'istituto, quale membro di diritto.
-   nr.8 rappresentanti dei docenti di scuola media;
-   nr.1 rappresentante del personale ausiliario, tecnico ed amministrativo dell'istituto;
-   nr.8 rappresentanti dei genitori degli alunni, tra i quali è eletto il presidente.
2. Le elezioni dei rappresentanti della componente docenti, della componente genitori e della componente del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (A.T.A.) in seno al consiglio d'istituto hanno luogo sulla base di liste di candidati contrapposte, senza distinzione di ordine di scuola.
3. Nel consiglio d'istituto viene comunque assicurato almeno un seggio agli insegnanti ed un seggio ai genitori.
4. Il personale A.T.A. dipendente degli enti locali esercita il diritto di elettorato insieme al corrispondente personale dello Stato. Il presente comma rimane valido fino al passaggio nei ruoli dello Stato.
5. Il consiglio d'istituto rimane in carica per tre anni scolastici, con proroga dei poteri fino all'insediamento del subentrante a seguito di nuove elezioni.  

Art. 9 (Attribuzioni del consiglio d'istituto)
1. Il consiglio d'Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento.  
2. Esso delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine all'impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento amministrativo e didattico dell'istituto.
3. Il consiglio d'Istituto, fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di classe, ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:

  • adozione del regolamento interno dell'istituto che deve, fra l'altro, stabilire  le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita della medesima, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio ai sensi dell'art. 42 del T.U. N° 297 del 16 aprile 1994;
  • acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici,  compresi quelli audiovisivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
  • adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
  • criteri generali per la programmazione educativa;
  • criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero, alle visite guidate e ai viaggi d'istruzione;
  • promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi  di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
  • partecipazione dell'istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
  • forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dall'istituto;

4. Il consiglio d'istituto indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe; esprime parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo dell'istituto e stabilisce i criteri per l'espletamento dei servizi amministrativi.
5. Esercita le funzioni in materia di sperimentazione ed aggiornamento previste dagli articoli 276 e seguenti del D.L.vo 16 aprile 1994, N° 297.
6. Esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici ai sensi dell'art. 94 del D. L.vo 16 aprile 1994, N° 297.
7. Delibera, sentito per gli aspetti didattici il collegio dei docenti, le iniziative dirette alla educazione  della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall'art. 106 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, N° 309.  
8. Il Consiglio d'Istituto ha inoltre competenza sulle seguenti materie:
a)    limite di spesa di cui il capo d'istituto può disporre;
b)    fondo di anticipazione al segretario per spese minute;
c)    eliminazione dei crediti inesigibili;
d)    eliminazione dei beni dall'inventario;
e)    designazione dell'istituto di credito per il servizio di cassa;
f)      accettazione di lasciti e donazioni;
g)    orario di servizio del personale A.T.A.;
h)    intitolazione di scuole, aule, locali interni. Monumenti e lapide;
i)       scambi di classi e di alunni con paesi stranieri;
j)       parere in caso di divieto di lezioni private dell'insegnante;
k)     compenso per lavoro straordinario ai docenti e al personale A.T.A.;
l)       organizzazione dei servizi amministrativi dell'Istituto;
m)    designazione della commissione elettorale;
n)    esame delle iniziative di enti e privati nella scuola;
o)    nomina di commissioni, avvalendosi anche di esperti, per lo studio, la proposta, l'approntamento di dati e materiale concernenti l'attività che il collegio è chiamato a svolgere. Ogni commissione, composta da 5 membri designati dal consiglio, esprime un coordinatore che esporrà in consiglio i risultati del lavoro svolto.  
9. Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal testo unico, dalle leggi e dai regolamenti, alla sua competenza.  
10. Sulle materie devolute alla sua competenza, esso invia annualmente una relazione al provveditore agli studi e al consiglio scolastico provinciale.

Art. 10 (Relazione annuale)
1. La relazione annuale del consiglio d'istituto al provveditore agli studi e al consiglio scolastico provinciale, prevista dall'art. 6, ultimo comma del D.P.R. del 31 maggio 1974, N° 417, è predisposta nel mese di settembre di ogni anno dalla giunta esecutiva ed è oggetto di discussione e approvazione in apposita seduta del consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento dell'organo, prima dell'insediamento del nuovo organo.

Art. 11 (Prima convocazione del consiglio d'istituto)
1. La prima convocazione del consiglio d'istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri da parte del provveditore agli studi, è disposta dal capo d'istituto.
2. l'ordine del giorno deve contenere anche o solo:
a) convalida degli eletti;
b) elezione del presidente;
c) elezione eventuale del vicepresidente;
d) elezione della giunta esecutiva.

Art. 12 (Elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio d'istituto)
1. Nella prima seduta il consiglio è presieduto dal capo d'istituto ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del consiglio stesso, il proprio presidente.
2. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto.
3. Sono candidati tutti i genitori membri del consiglio.
4. E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del consiglio.
5. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica.
6. A parità di voti è eletto il più anziano d'età.
7. Il consiglio può deliberare di eleggere anche un vicepresidente da votarsi fra i genitori componenti il consiglio stesso secondo le stesse modalità previste per l'elezione del presidente.

Art. 13 (Assenza del presidente e del vicepresidente)
1. In caso di assenza del presidente, il vicepresidente lo sostituisce in tutte le sue funzioni.  
2. In caso di assenza del presidente e del vicepresidente ne fa le veci il consigliere più anziano d'età che appartenga ai genitori; in assenza dei rappresentanti dei genitori le funzioni di presidente sono svolte dal consigliere più anziano d'età indipendentemente dalle componenti di appartenenza.
3. Qualora il presidente del consiglio d'istituto cessi dalla carica non vi subentra di diritto il vicepresidente, ma si deve procedere a nuova elezione.

Art. 14 (Attribuzioni del presidente)
1. Il presidente presiede il consiglio.
2 Il presidente assicura il regolare funzionamento del consiglio d'istituto, vigila sulla corretta e puntuale esecuzione degli atti deliberati e svolge tutti i compiti necessari a garantire una gestione democratica della scuola.
3. Previa delega del consiglio, egli può stabilire ufficialmente rapporti con i presidenti degli altri consigli di circolo o d'istituto.
4 Il presidente del consiglio d'istituto ha diritto di avere dagli uffici della scuola e della giunta esecutiva tutte le informazioni relative alle materie di competenza dell'organo rappresentato e di potere prendere visione della relativa documentazione.

Art. 15 (Funzioni del segretario del consiglio d'istituto)
1.Le funzioni di segretario del consiglio d'istituto sono affidate dal presidente ad un membro del consiglio stesso, il quale, ove necessario, sarà coadiuvato da uno degli assistenti amministrativi in servizio nell'istituto.
2. Il segretario ha il compito di redigere i processi verbali; sottoscrivere, unitamente al presidente, gli stessi verbali, gli atti e le deliberazioni del consiglio; leggere, all'inizio della seduta successiva, il verbale delle sedute del consiglio.
3.In caso di assenza, egli è sostituito temporaneamente da altro consigliere scelto dal presidente.

Art. 16 (Convocazione del consiglio d'istituto)
1 Il consiglio d'istituto è convocato dal presidente del consiglio stesso.
2. Il presidente del consiglio è tenuto a disporre la convocazione del consiglio  qualora ne facciano richiesta:

  • il presidente della giunta esecutiva;
  • la maggioranza dei componenti del consiglio;
  • un consiglio di classe.

3. La convocazione, concordata con il presidente della giunta, è redatta dal presidente della giunta esecutiva e firmata dal presidente del consiglio d'istituto.
4. Gli argomenti all'O.d.G. sono proposti dal presidente del consiglio o dal presidente della giunta o dalla giunta o da 1/3 dei consiglieri assegnati.
5. Eventuali variazioni nell'ordine degli argomenti possono essere effettuate a maggioranza assoluta dei presenti.
6. Al termine della seduta del consiglio ciascun consigliere può proporre alla giunta gli argomenti da porre all'O.d.G. di una successiva seduta tenendo conto delle indicazioni delle assemblee e delle proposte dei consigli d'intersezione, d'interclasse o di classe e del collegio dei docenti sia unitario che delle singole sezioni.
7. L'avviso di convocazione viene affisso all'albo dell'istituto e inviato, per conoscenza, alle sedi staccate a tutti i componenti il  consiglio.

Art. 17 (Ordine del giorno del consiglio d'istituto)
1. L'ordine del giorno, dopo l'avvenuta convocazione, non è più modificabile. Si accoglie il principio che la mancata iscrizione di argomenti all'O.d.G. è sanata dall'accettazione, da parte dell'unanimità dei consiglieri presenti, della loro discussione.

Art. 18 (Votazione)
1. La votazione può essere:

  • palese (per appello nominale, per alzata di mano o per alzata e seduta);
  • segreta (per votazione di scheda).

2. Si dà luogo a votazione segreta quando si fa questione di persona o quando lo richiede almeno 1/3 dei consiglieri. In questo caso lo spoglio delle schede e la verifica dei voti sono espletati da tre consiglieri nominati dal presidente.
3. L'approvazione deve considerarsi tacita quando il presidente avverte che se nessuno prende la parola, la proposta deve intendersi approvata.
4. Nelle votazioni palesi, in caso di parità di voto, prevale il voto del presidente; nelle votazioni segrete in caso di parità si deve ripetere la votazione, previa consultazione privata fra i consiglieri, fino a quando non si ottenga una maggioranza.
5. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei votanti, salvo i casi in cui disposizioni speciali non prescrivano diversamente.
6. Le delibere approvate sono immediatamente esecutive, a meno che disposizioni particolari non prevedano diversamente.

Art. 19 (Periodicità e pubblicità delle sedute)
1. Il consiglio si riunisce ordinariamente:
-     all'inizio e alla fine dell'anno scolastico;
-     entro dicembre per l'approvazione del bilancio preventivo dell'anno successivo;
-     in primavera per l'approvazione del conto consuntivo dell'anno precedente.
2. Si riunisce, inoltre, ogni qualvolta il capo d'istituto o la giunta esecutiva lo ritengono necessario, oppure su richiesta scritta di un terzo dei consiglieri assegnati.
3. Le sedute del consiglio sono aperte, senza diritto di parola, agli elettori delle componenti elette nel consiglio stesso. Non è ammesso il pubblico quando siano in discussione argomenti riguardanti persone. Alle riunioni del consiglio possono essere invitati a partecipare, in qualità di esperti o consulenti su determinati, precisi argomenti, persone estranee alla scuola. In tal caso l'ordine del giorno dovrà portare l'indicazione e la qualifica della persona chiamata ad intervenire alla seduta. Alle riunioni del consiglio possono altresì essere invitati rappresentanti di enti territoriali, di enti locali e di altri organismi collegiali scolastici.

Art. 20 (Pubblicità degli atti)
1. La pubblicità degli atti del consiglio d'istituto, disciplinata dall'art. 27 del D.P.R. del 31 maggio 1974, N° 416, deve avvenire mediante affissione in apposito albo d'istituto, della copia integrale - sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio - del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso.
2. L'affissione all'albo avviene entro il termine di 8 giorni dalla relativa seduta del consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di 10 giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell'ufficio di segreteria d'istituto e - per lo stesso periodo - sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta.
3. La copia della deliberazione da affiggere all'albo è consegnata al capo d'istituto dal segretario del consiglio; il capo d'istituto ne predispone l'affissione immediata e attesta in calce ad essa la data iniziale di affissione.
4. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

Art. 21 (Disciplina)
1. Il pubblico deve astenersi da ogni manifestazione di assenso o di dissenso.
2. Per il mantenimento dell'ordine il presidente esercita gli stessi poteri conferiti dalla legge al sindaco quando presiede le sedute del consiglio comunale.
3. In presenza di turbativa, nonostante i ripetuti richiami del presidente, il pubblico viene invitato a sgomberare l'aula e la seduta prosegue a porte chiuse.
4. Dopo la constatazione del numero legale dei presenti, il presidente dichiara aperta la seduta, dirige e coordina la discussione  sugli argomenti all'O.d.G., indice le votazioni e ne proclama i risultati.
5. L'esame degli argomenti avviene secondo l'O.d.G. dell'adunanza.
6. Ogni argomento viene illustrato da un relatore e nella discussione possono intervenire i consiglieri presenti, secondo l'ordine di richiesta fatta al presidente.
7. Al termine della discussione e prima della votazione i consiglieri possono chiedere ancora la parola per dichiarazione di voto.
8. Al termine delle votazioni il presidente ne annuncia il risultato e dichiara l'approvazione o la non approvazione dell'argomento trattato.
9. Gli interessati possono chiedere in segreteria una copia degli atti pubblicati.

Art. 22 (Attribuzioni della giunta esecutiva)
1. La giunta esecutiva predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; prepara i lavori del consiglio d'istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del consiglio stesso e cura l'esecuzione delle relative delibere. Propone il programma annuale e sue eventuali modifiche con apposita relazione illustrativa.

Art. 23 (Giunta esecutiva: composizione, elezione e durata)
1. La giunta esecutiva è composta da 6 membri di cui 4 elettivi e 2 di diritto.
2. I membri elettivi (due genitori, un docente, un non docente) sono eletti dal consiglio d'istituto a maggioranza assoluta e con votazione segreta.
3. I membri di diritto sono il capo d'istituto, che la presiede, ed il responsabile amministrativo, che svolge anche funzioni di segretario della giunta.
4. La giunta esecutiva dura in carica tre anni scolastici, con proroga delle funzioni fino all'insediamento di quella subentrante a seguito di nuove elezioni.

Art. 24 (Presidente e funzionamento della giunta esecutiva)
1. La presidenza della giunta esecutiva spetta di diritto al capo d'istituto.
2. In caso di assenza o di impedimento le funzioni di presidente sono svolte dal collaboratore vicario.
3. La giunta esecutiva viene convocata dal suo presidente, su preciso O.d.G. E' convocata, altresì, entro il termine di 10 giorni su richiesta di 1/3 dei suoi membri o su richiesta del presidente del consiglio d'istituto o su richiesta di 1/3 dei componenti del consiglio stesso.
4. L'avviso di convocazione deve essere diramato ai singoli membri almeno tre giorni prima della data fissata per la seduta.
5. I membri della giunta hanno diritto di accesso in segreteria durante le ore di servizio, al fine di assumere tutte le informazioni necessarie per il migliore esercizio della propria funzione.

Art. 25 (Decadenza. Dimissioni. Surroghe)
1. I membri che perdono i requisiti di eleggibilità, decadono dalla carica e vengono surrogati dai primi dei non eletti delle rispettive liste.
2. I medesimi provvedimenti di decadenza e di surroga si applicano nei confronti di quei consiglieri eletti che, senza giustificati motivi, non intervengono a tre sedute consecutive del consiglio o della giunta.
3. In caso di esaurimento delle liste si deve procedere ad elezioni suppletive allorquando l'organismo non è in grado di funzionare.
4. Le dimissioni dalla carica di consigliere, presentate per iscritto al presidente, devono essere portate a conoscenza nella prima seduta utile, per l'adozione dei provvedimenti di competenza.

Art.25 bis (Commissioni di lavoro)
Il Consiglio d'Istituto, al fine di meglio realizzare il proprio potere d'iniziativa di cui all'art.6 DPR 416/74, può nominare Commissioni di studio e di lavoro,

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Settembre 2012 16:31  

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